08 Ago L’Astrogenealogia, Il Vertex, la Reincarnazione, il fiume Lete e la Sanazione
Mi sono sempre domandato perché le anime, prima della reincarnazione, debbano bagnarsi nel fiume Lete per ottenere l’oblio, ovvero dimenticare le vite precedenti.
è Platone, nel X tomo della sua Repubblica, che ci racconta di ER che discende nell’oltretomba
per scoprire i segreti della reincarnazione e scopre che le Anime bevono le acque di questo fiume infero, per resettare le loro conoscenze.
Nei misteri orfici si raccomanda alle Anime evolute di bere poca di quell’acqua, per far tesoro delle esperienze e mantenere un livello di conoscenza superiore. Lo stesso Pitagora dichiara: “Le anime che per fato devono cercare un altro corpo, bevono sicure acque e lunghe dimenticanze sull’onda del fiume Lete” (Eneide VI 714-715).
Dato che nell’Universo tutto è perfetto ed ogni cosa ha un motivo ed una funzione, mi sono chiesto perché è necessario “mondare”, togliere la conoscenza delle vite precedenti.
Mi sono venuti in mente, poi, i Lama tibetani, quelli che hanno la capacità ed il dono di rinascere e ricordare, invece proprio le trasmigrazioni della loro anima in corpi abitati in precedenza.
Unire queste due informazioni mi ha fatto capire che in realtà ciascuno di noi ha questo potere e potenziale, ma che solo alcuni possono attivarlo.
Il motivo è semplice, quasi banale, ma ha un implicazione davvero importante: è la qualità della vita vissuta che ci apre a questa possibilità.
L’umanità, nel suo percorso evolutivo, ha in previsione di risvegliarsi dalla morte, come nel sonno, ricordando le vite precedenti e poter ripartire da ciò che si è compiuto nel passato, ma ad una condizione: che la nostra vita, la nostra incarnazione sia “perfetta”, ovvero che il peso dell’Anima, che il Dio Egizio Maat pesa, sia più leggero di una piuma.
Tradotto vuol dire che le azioni, le emozioni (che in fondo sono l’unico inchiostro capace di scrivere sulla tela dell’anima) non siamo pesanti ma estremamente leggere, con pensieri, opere e missioni (citando l’atto di fede cristiano) che siano senza colpa, perfetti, in sintonia con il nostro cammino dell’anima, in linea con il Vertex, l’ascendente dell’Anima che rappresenta in astrologia Karmica l’autentica vocazione della nostra anima.
Il Vertex è ciò che rende tridimensionale il nostro Tema Radix perché è la “porta del destino” che deve essere compiuto in ogni incarnazione per proseguire il cammino evolutivo dell’Anima, ciò che siamo destinati a divenire.
Risparmiando il calcolo tecnico astrologico, in pratica possiamo affermare che cerchio che da Nord va a Sud della Terra, sono toccati dall’eclittica e ciò ci permette di conoscere l’AS ed il DS.

Poi il meridiano, preso nel punto più alto del sole e nel punto più basso, mezzogiorno e mezzanotte, che toccano l’eclittica, formano il MC ed il FC. In realtà manca il cerchio che unisce l’Est e l’Ovest. Disegnandolo troviamo che anche questo cerchio, chiamato “primo verticale”, ovvero l’intersezione dell’eclittica nei punti Est ed Ovest.
Il punto ad Est di definisce AntiVertex ed il punto ad Ovest Vertex.
Il Vertex mette in relazione Le porte dell’Anima, il FC ed il MC (corrispondenti ai Segni Cancro e Capricorno), dando la prospettiva tridimensionale, ovvero conferendo l’Altezza dell Anima nella nostra esperienza umana. Non è un caso che si parta dalle radici, la famiglia, con tutti i condizionamenti astrogenealogici del caso e si perfezioni nella sua magnitudine nel MC (che in astrogenealogia rappresenta l’aspettativa familiare, il punto di realizzazione personale, professionale ma anche la visibilità che ogni elemento della famiglia dona al clan).
Quanto possiamo erigerci partendo dalle nostre radici? Dipende dal terreno nel quale nasciamo.
Quanto possiamo realmente avere vite “leggere” da garantirci la reincarnazione conservando i ricordi? Dipende dal lavoro che riusciamo a fare prima di tutto sulle nostre radici.
L’ascendente del FC (le radici familiari), il Vertex, quindi è il punto perfetto d’intersezione tra ciò che siamo, noi come singola anima in cammino e ciò che la famiglia ci chiede di divenire come membro del clan.
Il Fondo Cielo è l’indicatore dei nostri bisogni emotivi più profondi, le nostre radici familiari e quindi karmiche. Noi sappiamo che ciò che è considerato Karma nel passato oggi ha cambiato nome ed è divenuto inconscio.
Il Fondo Cielo quindi è la sede del nostro inconscio, ovvero il luogo dove noi immagazziniamo le nostre esperienze fatte di vita in vita, seguendo un retaggio familiare ben preciso, che ci fornisce di vita in vita un esperienza, uno scopo, un fardello, dei superpoteri, dei talenti, delle sfide, delle sicurezze ed infine un identità.
Tutto questo viene dal pozzo profondo del Fondo Cielo e sarà mostrato con le nostre vittorie e le nostre sconfitte nel Medio Cielo.
L’ascendente di tutto questo, ovvero ciò che noi mostriamo in questa vita come istanza primaria, inderogabile sarà quindi il Vertex che ci darà in definitiva l’identità della nostra anima per ciò che concerne questo ciclo di incarnazioni che stiamo vivendo con il gruppo di anime a cui apparteniamo.
Seguire ciò per cui siamo stati creati ovvero polarizzare il nostro intento con questo punto importante, rende la nostra azione “fortunata” ovvero supportata dalle stelle e dalla nostra stessa anima. Dal Vertex capiamo come affrontiamo l’ambiente per superare le sfide attraverso i nostri talenti e come ci difendiamo dai nostri punti deboli.
Per ragioni prettamente astrologiche, il Vertex cade sempre tra la V e l’VIII casa.
I pianeti che in aspetto al Vertex, soprattutto la congiunzione, sono alleati che operano come agenti del destino.
Rappresentando forze incoscienti che spingono la persona verso la propria evoluzione. Naturalmente bisogna conoscere la natura del pianeta ed il tipo di aspetto per valutarne il possibile effetto trasformatore.
In generale gli aspetti al Vertex indicano invece il grado di facilità o di difficoltà con cui vivremo la necessità di cambiare i nostri atteggiamenti.
Le Case dove cade l’asse Vertex/Antivertex assumono un’importanza nel destino
della persona perché rappresentano i territori dove saranno possibili avvenimenti di natura sincronica, imprevisti ed imprevedibili. Tanto più saremo allineati con questo punto di polarizzazione del nostro intento evolutivo, tanto più potremo avvicinarci a quella “vita perfetta” che ci permetterà di bere meno acqua del fiume Lete.
Perché in fondo siamo costretti a bere l’acqua dell’oblio per dimenticare le nostre miserie umane, gli atti egoistici, le vessazioni, i soprusi subiti ed inferti, il dolore provato e quello cagionato.
La stessa Erin Sullivan, una delle prime astrogenealogiste riconosciute di fama mondiale, ha spiegato come analizzare il Vertex nei segni zodiacali per avere un’indicazione di possibili psicopatologie o deviazioni di condotta.
Dalla sua analisi comprendiamo quanto sia importante andare a sanare le radici familiari per liberare il pieno potenziale della nostra Anima.