16 Dic La precessione degli equinozi
Saltando la parte prettamente tecnica che spiega il fenomeno dal punto di vista astronomico, andiamo a focalizzare l’attenzione sul livello astrologico. Per Gurdjeff, l’uomo è sostanzialmente un’antenna cosmica il cui compito è di trasformare le vibrazioni che riceve in esperienza materiale. Dagli insegnamenti ricavati dall’Astrologia antica scopriamo che il lungo incedere delle Ere astrologiche ha mutato l’assetto mentale in funzione dei segni che, a ritroso, vanno a ricoprire il ruolo di costellazione di partenza del punto vernale o punto gamma o solstizio di primavera (21 Marzo). In qualche modo possiamo pensare la Terra come un immenso disco parabolico, il cui puntamento stellar si sposta di 1 grado ogni 72 anni. Ogni 2160 anni circa il punto in cui il piano equatoriale interseca l’eclittica, “scala” ovvero precede di un segno. Il ciclo completo della precessione degli equinozi è anche chiamato “anno platonico” è di circa 25900, ovvero il tempo che impiega la Terra a compiere un giro completo del punto vernale e tornare nella costellazione dell’Ariete, le cui stelle sono: Hamal (α Arietis), Sheratan (β), entrambe di magnitudine 2; altre stelle importanti sono Mesarthim (γ1) e Botein (δ). Dando un po’ i numeri, possiamo dire che il nostro anno terrestre, di 365 giorni ed uno del sistema solare di 25 mila anni, mentre il mese terrestre è di 30 giorni, quello del sistema solare è di circa 2100 anni.
Dobbiamo immaginare il Sole come un’immensa lente d’ingrandimento che, ruotando intorno alla Terra crea una cintura, l’eclittica, che, puntata su certe costellazioni, ne focalizza le energie per la Terra ed i suoi abitanti. Come antenna, come trasduttore di suggestioni cosmiche, l’uomo recepisce il nuovo orientamento della Terra come il sintonizzarsi su un “diverso canale” che trasmette messaggi diversi dal “canale precedente”. Riassumendo: questi cicli di circa 2000 anni assumono le caratteristiche del segno zodiacale corrispondente alla costellazione nella quale il punto vernale comincia.
Negli ultimi 2000 anni siamo stati nell’Era dei Pesci mentre nei prossimi 2 mila circa saremo sotto l’influsso della costellazione corrispondente all’Acquario. Più andiamo indietro nel tempo e meno riscontri storiografici troviamo, quindi per le Ere precedenti dobbiamo rivolgerci direttamente alle religioni o ai miti dell’Era corrispondente. Partendo dall’Era dei Gemelli (da 6 a 4mila anni fa), possiamo immaginare un’umanità legata alle caratteristiche del segno, quindi grande capacità di comunicazione in tutti i settori, dalla letteratura alle scienze, alla matematica. Siamo nell’epoca della civiltà atlantidea, caratterizzata, secondo quanto ci scrive lo stesso Platone nel Crizia, da civiltà molto evolute, in grado di comunicare attraverso la telepatia ed utilizzare le vibrazioni ed il suono come strumento per modellare la materia. Grande esempio di quest’abilità sono le piramidi egizie che risalgono certamente ad un periodo ben antecedente rispetto a ciò che la storia ufficiale dichiara. Proprio la caratteristica profondamente individualista dei Gemelli ha creato le basi della caduta della stessa civiltà di Atlantide. Se consideriamo il “punto di polarità” astrologico, ovvero il segno opposto, vediamo una spinta potente dell’era dei Gemelli ad andare anche verso le qualità del Sagittario, ovvero la speculazione metafisica, le scuole iniziatiche, la stesura delle leggi universali che avrebbero dovuto elevare l’intera umanità dal rango bestiale, attraverso la fede, la ragione e la ricerca, soprattutto in campo religioso. Da qui vediamo la nascita delle grandi biblioteche del mondo, dei viaggi esplorativi, del linguaggio espresso come simbologia di un alfabeto e la creazione dei primi scritti scientifici, o perlomeno dei primi tentativi di trasferire la conoscenza con simboli. Probabilmente è proprio da qui che nasce il primo corpus astrologico, frutto di studi empirici accumulati nel tempo dai sacerdoti e dagli uomini di conoscenza.
Per quanto riguarda l’Era del Toro, il grande principio di attrazione universale, assistiamo all’inizio delle civiltà stanziali, l’edificazione di grandi opere murarie, fatte per durare ed assicurare al popolo il prestigio, la protezione, l’accumulo delle risorse. Il Toro, primo dei segni di terra, ha proprio nelle sue prerogative l’essere ancorato alle attività pratiche, che diano sicurezza e radicamento. Ci si riconosce come appartenenti ad un territorio, ad una tribù, a sentirsi parte di un unico sistema di credenze e valori, appunto.
La civiltà egizia, probabilmente fondata dagli scampati al disastro della civiltà atlantidea (che sembra sia stata distrutta da una catastrofe geologica), riesce ad incarnare appieno questo tipo di suggestioni adorando, come prima divinità il Bue, Apis, che aveva un sole tra le corna, che richiamava proprio l’inizio dello zodiaco nel segno del Toro. L’Età del Toro è segnata dalla divisione della terra, dalla costruzione di opere che potessero avvicinare gli uomini agli Dei anche grazie a forme esteticamente armoniose, donate dal governatore del segno, il pianeta Venere. Il gusto, il senso dei valori personali, l’attenzione ed il rispetto per la natura ed i cicli della vita, è stato l’ambito di esperienza nella quale si sono mosse le civiltà presenti in quel periodo, che hanno poi trasmutato queste suggestioni localizzandole con stile e tradizioni locali. Le più importanti civiltà di cui si abbia notizie di questo periodo sono quella indiana, la cinese e l’egizia. Venere regala anche una nuova sensibilità nei confronti del piacere, con l’esplosione delle tecniche dedicate al benessere e salute. In polarità troviamo il segno dello Scorpione con tutto il bagaglio legato alla sessualità.
I rituali di gestione delle energie naturali si trasformano spesso in riti orgiastici che avevano poco di trascendente ma erano rivolti verso gli istinti primordiali e lussuriosi. Anche il tentativo degli egizi di scendere a patti con la morte, attraverso l’arte funebre e l’imbalsamazione, ci mostra quanto fosse tenuto in grande considerazione il passaggio tra la vita e l’altrove. Il primo tentativo di gestione della morte stessa avviene in Egitto ed in Asia con la stesura di scritti appositamente creati. L’adorazione delle vacche, bue o tori è sincrona: in India con Krishna che ne diviene custode, in Grecia il Minotauro, nella civiltà caldea abbiamo il Toro alato. Si strutturano le prime religioni per controllare i popoli, attraverso l’istituzione di “pontefici” ovvero mediatori del rapporto con gli Dei.
Il mito della creazione, la Genesi, ci racconta di un Adamo, esser immortale e perfetto, discendente da Dio, e la sua compagna Eva, vengono cacciati dall’Eden a causa di un “peccato di gola” (venere è legata al gusto, anche, ed il Toro corrisponde alla gola nell’Astrologia Medica). Il peso del peccato, soprattutto di carattere sessuale, tipico dell’asse toro-scorpione, diviene insostenibile e quindi, per mondare l’umanità, Dio manda un diluvio che durerà 40 giorni e 40 notti che simbolicamente è il 4 (la materia, l’uomo) per 10 che è il divino perché contiene tutti i primi 4 numeri, ovvero la globalità dei principi universali. Secondo alcuni studiosi il Diluvio biblico ebbe luogo intorno al 2100 a.c., quindi a conclusione del ciclo dell’era taurina. L’età dell’Ariete (che corrisponde grossomodo al periodo compreso tra il 2000 a.c e la venuta di Cristo, possiamo renderla plasticamente con il racconto dell’Esodo, dove la tribù d’Israele, in fuga dall’Egitto, comincia ad adorare il vitello, l’Ariete.
Si fa strada il periodo delle tribù nomadi, che hanno una spiccata attitudine guerriera rispetto alle popolazioni stanziali. Le civiltà basate su questa nuova simbologia sono bellicose e le figure eroiche di riferimento diventano i conquistatori ed i guerrieri. Fare la guerra diviene un mestiere, un’arte, le guerre vengono vinte, oltre che con la forza bruta, anche con gli slanci ideali verso le giuste cause, con il carisma del condottiero.
Il suo segno polare, la Bilancia, spinge però al paradosso della guerra, alla ricerca di una convivenza armonica tra popoli. Il desiderio di giustizia si concretizza con l’arrivo delle prime religioni monoteiste, con il definitivo passaggio dal matriarcato al patriarcato: la figura dell’uomo diviene preminente. La Luna, il gruppo, la Venere, la femminilità dell’Età del Toro, vengono messe in secondo piano, tutto diviene esperienza personale, elevazione ed affermazione della propria identità. Anche all’atteggiamento religioso si trasforma: non più divinità animali, collegate con la natura e con i suoi cicli, ma un Dio fatto a somiglianza dell’uomo, un creatore, un principio unico che trascende e prescinde dalle figure e fenomeni legati alla natura. Così anche il Segno di polarità, la bilancia, getta le basi per la costruzione del legame monogamico: una relazione speciale con un partner che si sceglie in base al grado di affinità. Mentre nell’Era del Toro l’affettività era più concentrata sul clan ed il legame di coppia era meno enfatizzato, con l’Ariete la relazione affettiva diviene una sorta di eden, incarna le migliori aspettative ed il rapporto comincia ad avere caratteristiche di esclusività, di monogamia.
Si giunge, all’Era dei Pesci (0 – 2100 circa) che raccoglie il testimone di un’epoca di grande movimento e di scoperte che ha avuto, come effetto secondario, l’espansione dei commerci, dei contatti con popoli sconosciuti, aumentando quindi le opportunità di conoscenza, confronto ed arricchimento culturale. Si comincia a comprendere che la sola affermazione personale è sì un’opportunità ma anche un rischio: perdere preziose opportunità di arricchimento personale e collettivo. Ci sono due spinte intense e contrapposte durante questo periodo: il coronamento del percorso iniziatico dell’umanità nel segno che è proprio legato all’ascesa spirituale, e, di contro, l’attrazione per la sua parte oscura che è rappresentata dal sentimento di dissoluzione attraverso i paradisi artificiali forniti delle sostanze psicotrope.
Gli eventi come gare sportive, liturgie religiose e concerti attirano folle oceaniche, divengono rituali mondani che uniscono folle oceaniche di fedeli. In quest’epoca si trova la sicurezza nello stare in branco, nell’accettare di perdere parte della propria spinta all’affermazione personale per essere accettati socialmente. I consumi di massa, il controllo delle folle: tutto è pensato e studiato per essere uguale, riproducibile, pensato e condiviso da tutti. La spinta del segno polare opposto, la vergine è stata un’alleata importante nella costruzione di questo tipo di civiltà. La capacità di ergonomizzare, suddividere, come nel taylorismo, il lavoro, i prodotti ed ogni aspetto dell’esistenza è stata estremamente utile per gestire la massa in ogni sua forma e manifestazione. L’Era dell’Aquario alla quale siamo ormai prossimi ci indica, già dal suo glifo, due onde parallele, una sorta di fluire senza opposizioni.
Il vibrare insieme vero un obiettivo comune e condiviso elimina il concetto stesso di sfida ed antagonismo. Questa Era sarà caratterizzata, indubbiamente, dal grande sviluppo scientifico tendente a superare i limiti dell’uomo stesso attraverso il transumanesimo, che in ultima analisi è il tentativo di sostituirsi a Dio ed “hackerare” il “software” dell’uomo. Tra i nuovi progetti troviamo l’allungamento della vita, un’assistenza artificiale dotata d’ intelligenza artificiale, la gestione delle masse con sistemi di controllo ed indirizzo sociale. Per arrivare a questo, a livello pratico scomparirà anche la dicotomia che è stata vissuta nell’Era precedente sul rapporto tra scienza e religione. Si arriverà alla “fede nella scienza” ovvero un mondo dove l’uomo, ormai in grado di fare “miracoli” se confrontato con il suo omologo di appena un secolo indietro, spinge sempre più lontano Dio, rendendolo il creatore, ma senza più nessun contatto con l’uomo e la natura. L’uomo antico vedeva in ogni cosa del creato l’impronta di Dio, oggi vediamo solo una sequenza di atomi o DNA. La fede quindi si ripone nella scienza, e soprattutto nei suoi adepti, gli scienziati. Il sogno utopistico, la sconfitta della fame, benessere e sicurezza per tutti sarà disponibile a patto che gli individui scelgano di cedere un po’ della loro libertà stessa e siano continuamente controllati e valutati dai social media.
Le stesse scale dei valori che erano rimaste sostanzialmente invariate nelle Ere precedenti, saranno totalmente eliminate. Il concetto di “legame di sangue” perderà la sua centralità e così pure il senso di appartenenza ad un paese o cultura. Saremo nomadi digitali, profondamente apolidi, con la consapevolezza che ciascuno di noi appartiene alla famiglia umana, senza più distinzioni di classe, di provenienza, di appartenenza geografica o culturale, capaci di proiettarci in esperienze libere da ogni pregiudizio. Lo scenario fin qui descritto è liberatorio si, ma anche estremamente sfidante perché l’umanità è chiamata a ripensare a tutte le forme sociali ed economiche che sono state date per scontate nel corso delle ultime Ere. Attenzione particolare dovrà esser prestata al segno in trasparenza, il Leone, che ci avvisa su una tendenza di alcuni gruppi di persone ad essere “più pari” di altri, di prender il potere dei grandi sistemi di controllo e gestione sociale centralizzati per governare in maniera occulta la massa, in una sorta di delirio di onnipotenza plutocratica. L’antidoto sarà sempre e comunque l’informazione, la condivisione di informazione e lo spirito critico personale.